Il blog di Giosba - Rilassati e prenditi una birra

L’abito non fa il monaco…

27. gennaio 2013 • Categoria: Pensieri in libertà • Commenti: 0

Giosba

L'abito non fa il monaco..

Ciao,

ormai sono a tutti gli effetti tornate…di chi sto parlando? NOOO, non le Spice  Girls!?! Sto parlando delle lattine, le tanto odiate lattine colme di birra spumeggiante!

Ho appena affermato “odiate” perché è la verità. L’ottanta per cento della gente comune odia, o comunque non apprezza, bere birra contenuta nelle lattine. Da un punto di vista lo capisco, ma non lo condivido.  Mi spiego meglio…

Si pensa ancora che la birra in lattina sia di media o bassa qualità ( questa è l’unica cosa che capisco, visto che la lattina più famosa ha stampato sulla scocca un uomo baffuto che assomiglia a mio nonno e non mi farebbe venire voglia neanche di lanciarla per paura di fargli male), che il contenuto possa prendere sapori o odori dal metallo, o un sacco di scemenze del genere.  Ma non è così, non siamo più nel 1935 quando le lattine erano di ferro e per aprirle bisognava praticare 2 buchi con un punteruolo.

Oggi ci sono tanti pregi e vantaggi ad utilizzare l’alluminio per confezionare la nostra tanto amata birra, al posto del vetro. I vantaggi nell’uso delle lattine non si limitano a un minor peso e ad una maggiore possibilità di trasporto, ma coinvolgono anche altri fattori, come la maggiore solidità, il minor costo all’utente e il minor tempo di raffreddamento necessario. Oltre a ciò si devono contare i vantaggi ambientali che l’uso dell’alluminio comporta, sia dovuti al minor peso e minor ingombro a parità di volume (trasporti e refrigerazione) sia al fatto che la produzione e il riciclo delle lattine sono molto meno dispendiosi in termini energetici rispetto al vetro. Ancora, la lattina evita totalmente l’esposizione ai raggi solari o l’eventuale penetrazione di ossigeno e permette una lavoro di grafica ancora maggiore rispetto alla bottiglia di vetro., ( e poi soprattutto, se una lattina di birra ti cade per terra…prova tu a scagliare una bottiglietta di vetro al suolo, e vediamo la differenza)

Nonostante tutto questo, si  guarda ancora all’aspetto e alla moda…bere direttamente dalla bottiglia è figo? Vero?  Bisognerebbe superare questo scoglio mentale che ci è stato imposto dai media e da mode non giustificabili ( vedi limone nel collo della bottiglia). A parte, che bere direttamente dalla bottiglia, ma anche dalla lattina, è una delle cose peggiori che una persona  può fare, sia dalla parte igienica sia dalla parte sensoriale, visto che non si percepisce nessun tipo di profumo e soprattutto gusto.

Tutto questo mio discorso è per dire che non fermiamoci davanti all’aspetto, andiamo a fondo alle cose, cos’ha effettivamente il vetro che l’alluminio non ha?  Anzi, pensate agli alimenti d’uso quotidiano…dove meglio vengono conservati e durano di più? Conserve, pesce, vegetali…ecc…

Vi lascio alle vostre riflessioni, intano, mi apro una lattina di Punk IPA (una della cosa che amo di più è proprio la facilità e il suono dell’apertura del contenitore di alluminio, khssscccc), e vi saluto.

Buona degustazione a tutti.

P.S: La prossima volta che chiedete una birra alla spina soffermatevi un minuto e pensate… i fusti dove è contenuta la birra cosa sono, se non delle lattine da 30 L?

Non mi resta che attendere vostre risposte e osservazioni

Cartina torna sole

18. gennaio 2013 • Categoria: Pensieri in libertà • Commenti: 0

bicchieri

Bicchieri di colore diverso

Ciao!!!

Questa proprio la devo dire, non riesco a tenermela. Non pensiate sia lo scoop dell’anno, ne che ho deciso di non scrivere più!( mi dovrete sopportare ancora per molto…forse sarebbe meglio dire supportare, beh vedete voi!) E’ una lotta giornaliera, un dilemma profondo, una battaglia che non ho intenzione di perdere. Premetto, vi potrà sembrare un discorso da talebano (fondamentalista), da fissato e da rompi balle; ma questa la devo dire!!!!

Perché ancora oggi si sceglie la birra in base il colore???

Che gusto ha il ROSSO? Fino ad ora ne ho sentite tante, sapevo che i suoni avessero dei colori, ma che i colori avessero gusto e profumi, questo ancora mi mancava!!!

Io credo che quando una persona ordina una birra, un vino, o comunque  qualsiasi altra cosa da bere o mangiare, lo faccia per soddisfare il proprio gusto, la propria voglia organolettica…Non stiamo scegliendo una maglietta,  un evidenziatore o comunque stiamo scegliendo se è più forte il Power Ranger Verde o quello Rosso (comunque il Bianco era il TOP)…Porca miseria, stiamo scegliendo qualcosa di cui ci dovrà piacere il profumo e soprattutto il gusto!!!

Sono convinto che il colore e soprattutto l’occhio fa sempre la sua parte, ma purtroppo nelle birre non è così. Aimè ci sono gusti, profumi e sensazioni che vanno oltre al colore, le birre chiare non sono tutte uguali e nemmeno quelle rosse. Certo, sono d’accordo con voi; il colore è un punto di partenza, un’indicazione sulle materie prime e quindi importante, ma se io ordinassi solo una birra scura? O chiara? Beh, se il cameriere fosse furbo mi dovrebbe chiedere, nel caso di scura, se preferisco una Porter, una Stout o una Schwarzbier. Nel caso della chiara potrebbe portarmi una Pilsner, una Blonde Ale o addirittura una Weizen… ( nella mia mente quando un mio amico ordina una  bionda, senza neanche specificare la parola “birra”, spero sempre che gliela porti almeno di un metro e ottanta, con occhi azzurri e una quarta di seno)

Vedete perché io non mi fisserai tanto sul colore di questa bevanda così tanto articolata. E non ho neanche accennato alle sfumature, alle velature e alla complessità sensoriale che ne comporterebbe. La prossima volta che andiamo al Pub a bere una birra in compagnia, o che passiamo davanti allo scaffale di un beer-shop, chiediamo pure una birra rossa, ma articoliamo la scelta con qualche gusto (dolce, amara, fruttata, secca, ecc..), con una sensazione al palato (corposa, calda, beverina), con un profumo ( floreale, erbacea, fruttata…) e vedrete che più farete attenzione ai particolari e più non darete tanta importanza ai colori, quanto più alle vostre emozioni  e magari cambierete anche “squadra”.

Fatta la provocazione mi aspetto le critiche, intanto vado ad ordinare una mora…pardon, volevo dire una scura!!!!

Ciao, alla prossima…

IPA e APA. La birra farà la fine del vino?

16. gennaio 2013 • Categoria: Pensieri in libertà • Commenti: 1

Giosba

India Pale Ale

Ho sempre sostenuto che la birra, soprattutto oggi come oggi, è sempre più simile al vino. Mi correggo, io sono un grande sostenitore di entrambe i mondi, e mi fa piacere che da qualche parte e in determinate situazioni i mondi si avvicinano e si completino. Non ho mai apprezzato chi dice: “Ah, il vino è nettamente superiore!!!”, oppure: “Come la birra non c’è nient’altro!!!”.

Credo profondamente, soprattutto in Italia, che Birra e vino devono coesistere, e sono profondamente d’accordo con chi dice che alla fine della fiera entrambi i mondi arrivano dallo stesso posto, cioè sono frutti della terra e frutto di mani e menti laboriose, di schiene rotte e fatte di passione e duro lavoro.

Però su qualcosa devono essere diversi, anzi siamo noi che dobbiamo cambiare al più presto. Ho fondamentalmente  paura che la Birra, per un certo senso (a causa nostra) farà la fine di certi vini. Mi spiego meglio (anche perché sto rischiando il linciaggio a scrivere certe cose), oggi, con l’esplosione del mercato italiano e mondiale della birra, un gran numero di persone si sta avvicinando al mondo della birra. Ma tutto questo sta avvenendo troppo di fretta, troppo “ignorantemente”. Ci sono persone che bevono IPA o APA soltanto perché… non lo sanno neanche loro (manco sanno che cosa sono), ragazzi è moda!!! E’ come quando si usciva a fare l’aperitivo e la gente beveva Nero D’Avola. Nero D’avola?!? Ma stiamo scherzando? All’aperitivo??? (qualcuno chiedeva anche dei Barricati, ma lasciamo stare!) Era come prendere un uncinetto e cercare di trafiggerti la bocca dello stomaco. Non sto dicendo che il vino siciliano fosse schifoso, sto dicendo che la gente lo beveva all’aperitivo solamente perché era di moda.

E con la birra sta succedendo lo stesso. Ci stiamo perdendo tutti i passaggi per capire ed assaporare tutte le birre. Non sto dicendo che IPA ed APA non vadano bene, (anzi, credo siano dei prodotti sottovalutati, sono eccezionali ed unici)  ma la gente sa cosa sta bevendo? Figuriamoci, non lo sapeva quando chiedeva una media. Una media di cosa? Non si sapeva neanche cosa si stesse ordinando. Si ordinava una media e basta. E adesso mi vogliono far credere che sanno che cosa sono queste birre elaborate e piene di gusto?

Credo solamente che, si bisogna bere IPA e APA, ma questo deve avvenire con la giusta consapevolezza, che prima di provare i massimi gusti, (soprattutto oggi che tra i birrifici emergenti c’è la guerra tra chi fa le birre più estreme) esistono tanta e svariatissime tipologie birraie. Bisognerebbe istruire e dare la possibilità alle persone di capire con calma quale gusto più si addice al proprio palato. Fatti tutti i passaggi e capito allora si, che uno si potrà sfondare di India o American Pale Ale.  Sono sicuro che la maggior parte di persone che chiede un’IPA lo fa solo perché gli stuzzica l’idea di chiedere qualcosa di diverso dalla solita media chiara, ma tra la media chiara e una Ale luppolatissima ci sono migliaia di gusti, sapori, sfumature, gradazioni alcoliche, gassature, esperienze, chiacchere risate e soprattutto BIRRE differenti.

Beh, forse anche stavolta vi ho un po’ troppo  stuzzicato e fatto confusione, non mi rimane che salutarvi, aspettare le vostre critiche ed osservazioni. Io comunque adesso mi stappo e mi scolo una HALCYON Double IPA ( si vede proprio che non ho capito niente!)

Giosba

Alla fine è “semplice”, ma soprattutto naturale…

22. novembre 2012 • Categoria: Pensieri in libertà • Commenti: 0

Giosba

Signore e signori ecco a voi il luppolo

Ciao, quanti colori, sfumature, velature.  E’ a dir poco incredibile come l’occhio umano con un po’ di attenzione riesca a percepire tutte le particolarità che ci sono all’interno di un bicchiere colmo di birra. Prendo il bicchiere in mano, lo alzo cerando di sovrapporlo tra me e una luce per scrutare fino all’ultimo messaggio che questa bevanda vuole trasmettermi. Incredibile, cambia ancora, ci sono ancor più sfumature.

Se penso che in quel bicchiere il 90% è costituito da acqua, mi vengono i brividi! E il resto? Il resto è “semplice”! L’acqua l’ho menzionata, poi c’è malto di cereali o cereali crudi, luppolo ( a volte anche spezie dei generi più svariati) e poi lievito. Sicuramente tutti sanno come si fa il vino, ma la birra credo di no. O meglio, non tutti sanno bene come viene naturalmente prodotta.

“Facile” fare il vino!!! Raccogli l’uva, chiami due belle donzelle con camicia e gonna a quadretti, gli fai pestare l’uva fino a che non fuoriesce un bel succo zuccherino. Lo fai fermentare, se vuoi  continui a fare pestare qualcosa alle due donzelle tanto per deliziarti gli occhi,  una volta fermentato naturalmente lo fai maturare in botte o tino, lo imbottigli e poi te lo bevi. (fosse davvero così sarebbe una figata, non voglio togliere merito al vino e chi lo produce, questo mai…assolutamente la produzione del vino, come quella birra sono processi naturali e complicati)

E uno dice con voce grossa e infastidita: - perché?!? La birra come diavolo la fai?

-La birra, caro mio, non si fa come il vino!!! Prova tu a prendere due belle donzelle e fargli pestare dell’orzo crudo…se no, prova a farglielo masticare per estrarre il succo zuccherino. Se glielo fai pestare, te le ritrovi al pronto soccorso con i piedi che sembrano quelli di Frodo Baggins nel Signore degli Anelli e se proprio glielo vuoi far masticare, allora ti sembrerà di parlare con Popeye.-

I cereali, soprattutto l’orzo, sono duri come sassi, per poter estrarre gli zuccheri è doveroso renderli friabili. Questo avviene tramite maltazione, cioè far germogliare poco poco il chicco e poi stoppare, attraverso essiccazione o cottura, la germinazione.  (non voglio fare scienza, vorrei farvi capire il più velocemente possibile). Una volta maltati, i cereali vanno ammostati a temperature sufficienti per estrarre gli amidi/zuccheri che serviranno per la fermentazione.  In quattro e quattr’otto  abbiamo il mosto. ( mica due donzelle felici e spensierate che ballando schiacciano l’uva, qui ci vogliono due mani da muratore e un caldo infernale). Passiamo il mosto nei tini di fermentazione, che a seconda dei lieviti, subiranno una bassa o un’alta fermentazione. Dopo un periodo di maturazione, la birra sarà pronta ad essere confezionata. Se provate a filtrarla o a pastorizzarla vi prendo a calci!!! Scherzo; sapete quante particolarità organolettiche perdete filtrando e/o  pastorizzando? Ma prova tu a passare da 0° a 70° in un paio di secondi…al mor!!! E lo stesso succede alla birra, muore, perde tutto.

Preso dall’euforia mi sono dimenticato il luppolo. ..azz!!!

Il luppolo può essere inserito nel mosto zuccherino, oppure, come va tanto di moda, durante la fermentazione (il luppolo non fermenta, sono gli zuccheri che fermentando dando alcool, anidride carbonica e calore), il così detto DRY HOPPING. In base a quando lo inseriamo e alla tipologia di luppolo, questa cannabacea rilascerà al prodotto finale i tipici sapori che contraddistinguono i vari stili birrai.

Ok, troppo spiccio? Sintetico? Non voglio farvi addormentare, ma semplicemente e forse troppo velocemente, farvi capire come si produce una bevanda che tutti reputano “semplice”. E’ mio intento mettervi curiosità e trasmettervi la passione che ho io per una cosa davvero speciale.

Birra quanto ti amo, ma quanto mi costi…

21. novembre 2012 • Categoria: Pensieri in libertà • Commenti: 2

Giosba

Birra, ma quanto mi costi?

Ciao,

quante volte abbiamo dovuto sentire parlare di questo, quante volte ci si è lamentato per un prezzo di una serata passata a bere birra buona con gli amici…

Premetto che io non faccio testo; non mi sono mai lamentato ( a parte quando ho dovuto sborsare per gli altri che si alzavano dal tavolo senza pagare) di un prezzo troppo alto per una birra buona! Dico buona, non dico artigianale o industriale, dico solo ed esclusivamente buona, fatta bene, organoletticamente soddisfacente ed essenzialmente goduriosa.

Lasciamo stare che in Italia e soprattutto in certe città, certe cose costano troppo, lasciamo stare che per produrre certe ottime specialità servono ingredienti che vanno cercati ed importati, lasciamo stare un sacco di cose, le tasse, il trasporto, la confezione (comunque queste cose influiscono assai sul costo finale dei prodotti), ma non lasciamo stare la mano d’opera, la passione, la preparazione e il lavoro.

Credo sia giusto corrispondere una data cifra ad un prodotto fatto e concepito dalla passione, dall’amore per le materie prime, dall’impegno costante e dal costante miglioramento di persone che vivono per soddisfare i loro e nostri gusti.  Non mi soffermerei sui 12/16 € per una buona bottiglia di birra, ma soprattutto indagherei su quei 0.70/1 € corrisposti per…per che cosa? Faccio un breve calcolo e penso…c’è il vetro lavorato, c’è un etichetta colorata, c’è un tappo, c’è una confezione di cartone colorato, ci sarà qualcuno che l’ha portata qua e poi essenzialmente c’è il contenuto…0.70 cent? 1 euro? Ma siamo matti!?! Ma cosa c’è dentro?  Ma quello che c’è dentro che cosa sarà? Ci sono acque che costano il doppio, persino l’aria di Parigi inscatolata che vendono lungo la Senna  costa più di 2 €!!!

Potrei fare mille esempi di cose con differenti prezzi: le auto, i vestiti, la pasta, l’olio, il vino, i mobili, ecc… Come in tutte le cose anche le Birre buone hanno un loro prezzo.  Avete mai pensato alla differenza che c’è tra una birra media  da 4€, ad una da 6€? Dopo che l’avete bevuta, o mentre la state bevendo, non sentite neanche una differenza? (certo, poi ci sono gusti e gusti, io dico su una stessa tipologia di birra che generalmente piace)  Quello che vi lascia in bocca, come vi coccola, come vi avvolge con i suo aromi e gusti? Non vi sorge la curiosità di cercare nuovi sapori ad ogni sorsata? Se non avete queste domande andate al diavolo!!! Scherzo, non soffermatevi sui prezzi, date importanza alle cose fatte e venute bene; stasera quando andate al pub date un occhio alla lista e chiedetevi perché una birra media costa 5€ e l’altra 8€, ve lo giuro non è sempre colpa del barista!!! Quando prenderete quella da 5€ e poi quella da 8€, vi giuro che ripensando alla prima, vi verrà da domandarvi…Ma cosa cavolo era quella bevanda ghiacciata?!?

Adesso chiudo, vi lascio pensare e spero degustare buona birra.

La birra di Antonio

13. novembre 2012 • Categoria: Pensieri in libertà, Visite • Commenti: 0

Ciao, fossero così tutte le visite in Luppoleria, avrei il sorriso stampato in viso tutta la giornata. Non è che ricevere amici e soprattutto clienti mi faccia schifo, ma una visita come quella di oggi mi ha fatto brillare gli occhi, e non solo. Giusto! Vi spiego tutto.

L’altro giorno ho avuto la fortuna di ricevere e conoscere Antonio, buon gustaio di Birra, buon cliente, ma soprattutto grande appassionato brassicolo. Dopo un paio di parole, due acquisti (da parte sua) e le sempre ben accette risate, ci si saluta e ci si augura un arrivederci. Non passano due ore che subito un messaggio di Antonio mi raggiunge sul pc e mi da una descrizione dettagliata ma sintetica di una birra appena acquistata.

CHE GODURIA!!! -tra latro era anche decisamente positiva-

Bene…passano 24 ore ed eccolo di nuovo in bottega. Ha portato un amico -fossero così tutte le visite in Luppoleria-. E’ felice di rivedermi e mentre parliamo subito mi annuncia che mi ha portato qualcosa d’assaggiare. Effettivamente il giorno prima mi aveva accennato qualcosa sul fatto che producesse birre in casa, ma naturalmente io me ne ero dimenticato.

Va beh Giosba arriviamo al dunque.

Subito, mentre me la versa nel vetro, mi mette in guardia. – E’ pensata per l’estate, è molto beverina prodotta con farro, frumento e Cascade. Bla, bla, bla…- Come io vi sto stufando adesso, lui lo stava facendo con me (non pensiate che mi stesse stufando davvero, a me interessano le storie e le parti produttive). Però  appena l’ho vista stappata, versata nel bicchiere e che produceva quella schiuma letteralmente pannosa…CAZ..VOLO!!! Che colore! ( e intanto lui continuava  a parlare) Che profumi! Che sapore!!!! Chiuso. L’unico senso che non mi sarebbe servito per degustare quella birra, chiuso! Le mie orecchie letteralmente spente. Volevo lei, volevo il suo sapore,  i suoi profumi, volevo che mi trasmettesse da sola la passione con cui Antonio l’aveva creata. (ecchecavolo, quanta passione)

Magari non era perfetta, magari andava leggermente migliorata. Ma vallo a dire a Beethoven che la sua Sinfonia n°5 avrebbe bisogno di miglioramenti. Si sentiva, e quella birra lo trasmetteva, l’amore con cui Antonio aveva preparato ciò che in quel momento provava.

Bravo Antonio, grazie della visita e dell’amore per una bevanda così naturale ed armoniosa.

Ciao mondo!!

12. novembre 2012 • Categoria: Pensieri in libertà • Commenti: 0

Giosba

Questo qui a sinistra sono io, il Giosba

Ciao,
un ciao a tutti voi, un ciao a tutti gli amici, alle persone lontane, ai bevitori, ai critici, agli appassionati e non.
Un semplice Ciao per salutare tutte le persone che vorranno accogliere i miei pensieri, suggerimenti e osservazioni sul mondo birrario e non. Questo Ciao vuole dare inizio ad un avventura, per me insolita, di comunicazione birraria. Ho creato questo blog per condividere con tutti voi due parole, due pensieri quotidiani sulla bevanda più bevuta ed apprezzata al mondo. Vogliate prenderle così, come vengono, come s’inseriscono nella mia mente e in seguito si gettano sulla tastiera del PC.
Voi tutti che mentre leggete e vi chiedete cosa vuole questo matto furioso, e che vi state anche dicendo…-Ma BASTA! Che PALLE! Una Altro!?! Che vada a farsi un bagno nell’oceano con un paio di pinne di cemento armato!!!!
Ebbene si! Avete ragione. Un altro coglione, l’ennesimo invasato di birra che deve dire la sua, il solito megalomane che non riesce a stare nel suo.
Ho fatto della mia vita una BIRRA…no! Ho fatto della Birra una vita!!! La mia e di chi mi sta attorno. Ed ora mi piaceva fare due chiacchere con voi di quello che penso, di quello che faccio in questa mia avventura entusiasmante e piena di sapori.
La vivo così!!! Una Birra dietro l’altra, continue esperienze legate in successione, ma collegate tra loro da una bevanda millenaria. Voglio rendervi partecipi con “ingenuità” e naturalezza, non voglio essere un critico o un professore, semplicemente l’amico di sempre che vi racconta le birre con aneddoti ed esperienze. La birra non ha bisogno di troppi fronzoli, non va raccontata come un’interrogazione di matematica, ma con passione! (forse compassione è la parola giusta da associarmi!) La Birra ha bisogno di pathos, di amore. La Birra è un’effusione di sapori, colori, profumi, (sempre incasinati li metto! prima i colori, poi i profumi ed infine i sapori: Si! così dovrebbe essere giusto) è un amplesso dei sensi !
Va beh! Basta Giosba, non esagerare, con calma. Ora è venuta l’ora di lasciarvi, ma vi aspetto presto…ho voglia di farvi venire sete!!! A me è già venuta!

Giosba

 
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